Un mese storto capita a chiunque. Quello che fa la differenza non è la cifra: è quanto aspetti a dirlo. Qui trovi cosa succede quando una bolletta resta impagata, quali tutele hai per legge e — soprattutto — come si esce da questa strada in qualsiasi momento.
Non serve avere una soluzione pronta né spiegare i motivi: basta dire che c’è una difficoltà. Da lì troviamo insieme il modo — quasi sempre ce n’è uno, se se ne parla per tempo.
Nessuno viene staccato all’improvviso: la procedura è stabilita dall’Autorità, è graduale e ogni passaggio ha un preavviso. Te la raccontiamo tutta, compresa la fine — perché sapere come funziona è il primo modo per non arrivarci.
L’uscita è sempre aperta
In ogni momento di questo percorso — anche all’ultimo gradino — puoi fermare tutto chiedendo una rateizzazione o semplicemente chiamandoci.
I termini minimi di ciascun passaggio sono fissati dall’Autorità e indicati nella comunicazione che ricevi: non li decidiamo noi e non possiamo accorciarli.
Non sono concessioni nostre: sono divieti previsti dalla regolazione. Li scriviamo qui perché tu li conosca, anche se il tuo fornitore fosse un altro.
È lo strumento più efficace per non arrivare mai alla sospensione. In alcuni casi la legge ci obbliga a concederla — in altri la valutiamo noi, e la nostra risposta di partenza è sì.
Quando è un tuo diritto
Ad esempio quando una bolletta arriva con importi anomali rispetto ai tuoi consumi abituali, dopo un lungo periodo senza fatturazione o a seguito di un conguaglio o di una rettifica. In questi casi la rateizzazione va concessa.
Quando la valutiamo insieme
In tutti gli altri casi si guarda la situazione concreta: importo, storico dei pagamenti, tempi che ti servono. Chiedere non costa nulla e non peggiora la tua posizione — anzi, sospende la corsa verso il distacco.
Hai un ISEE basso o una situazione familiare particolare? Prima ancora della rateizzazione, verifica se ti spetta il bonus sociale: è uno sconto automatico in bolletta, non un prestito da restituire.
Come si riattiva
Con il pagamento di quanto dovuto, o con l’avvio di un piano di rientro concordato. Appena la posizione è regolarizzata, inoltriamo al distributore la richiesta di riattivazione.
In quanto tempo
La riattivazione materiale è eseguita dal distributore, non da noi: i tempi sono quelli fissati dall’Autorità e decorrono da quando riceve la nostra richiesta.
Quanto costa
Gli oneri di sospensione e riattivazione sono quelli previsti dal distributore e stabiliti dalla regolazione: non sono un ricarico nostro. Trovi gli importi applicabili nelle Condizioni generali di fornitura.
Un cliente che non riesce a pagare non è un problema da chiudere. È una persona da richiamare.
Sospendere una fornitura non conviene a nessuno: non a te, ovviamente, ma nemmeno a noi — costa, allontana e non recupera nulla. Ogni passaggio della procedura esiste per lasciare tempo, non per accelerare.
Per questo la nostra risposta a “non riesco a pagare” non è mai un modulo: è una telefonata in cui si cerca un modo. Non ti giudichiamo e non ti chiediamo spiegazioni: ci interessa solo trovare una strada praticabile.
Una chiamata di cinque minuti oggi vale più di tre lettere fra due mesi. Chiamaci o scrivici: ti risponde una persona, e la conversazione resta tra noi.